Onde elettromagnetiche pericolose per gli animali

Tra le innumerevoli indagini effettuate nel corso di questi anni riguardanti i danni per l’inquinamento da onde elettromagnetiche, sono stati anche effettuati degli studi condotti sugli animali domestici per valutare i rischi alla loro salute.

Già dai primi anni 80 è stata ipotizzata una correlazione tra i vari campi magnetici a bassa frequenza (da 30 a 300 Khz) e la formazione di neoplasie linfonodi nei cani che vivono nell’ambiente domestico.

Invece, nel 2004 si analizzarono perfino le alterazioni della risposta immunitaria nelle mucche da latte dopo che erano state esposte per 7 mesi ad onde elettromagnetiche a bassa frequenza.

Confrontando i risultati con un gruppo campione non esposto, è stato possibile notare che le mucche esposte alle onde elettromagnetiche risultavano essere molto più esposte e vulnerabili alle malattie.

Dopo nuovi studi, si ha la quasi certezza che gli animali domestici, oppure in generale gli animali esposti a queste onde elettromagnetiche sono più propensi a sviluppare questo genere di malattie.
In tutti i test condotti sugli animali presenti in un ambiente urbano, i risultati hanno portato a supporre che l’esposizione a campi elettromagnetici a bassa frequenza potrebbero essere responsabili per le alterazioni evidenziate nel sangue e nei parametri immunologici degli animali.

Conclusioni

Anche gli animali domestici, proprio come l’uomo, subiscono i danni dagli “inquinanti ambientali” (sostanze chimiche ed onde elettromagnetiche) per la condivisione dello stesso ambiente.

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