La DARPA sviluppa un modo per connetterci alle macchine

Il Pentagono sta costruendo una tecnologia che potrebbe un giorno trasformare la fantasia in realtà.
 La Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA) sta selezionando i team per sviluppare una “interfaccia neuronale” che permetterebbe alle truppe dell’esercito di interfacciarsi e connettersi ai sistemi militari usando esclusivamente le loro onde cerebrali.

DARPA ha iniziato a studiare le interazioni tra uomo e macchina negli anni ’60: attraverso il suo programma “revoluciando protesis”.
Attraverso questo programma, l’agenzia americana è riuscita a creare un arto prostetico in grado di essere controllato attraverso degli elettrodi impiantati nel cervello.
Questi elettrodi non servirebbero solamente a controllare il movimento dell’arto, ma sarebbero anche in grado di simulare la sensazione del tatto.

In seguito al successo di questo programma, si è decisi di passare allo stadio successivo dello sviluppo.

Il programma M3

Questo programma vuole sviluppare un “sistema di interfaccia neurale, sicuro e portatile, in grado di leggere e scrivere contemporaneamente su più punti del cervello”.
In altre parole, la tecnologia consentirebbe alle persone di controllare, sentire e interagire con una macchina remota come se fosse parte del proprio corpo.

Il programma N3 è diviso in due tracce:

  • Interfacce non invasive fuori dal corpo.
  • interfacce invasive che potrebbero richiedere agli utenti, di ingerire composti chimici diversi per aiutare i sensori esterni a leggere la loro attività cerebrale.

In entrambe le tracce, le tecnologie sono bidirezionali, ciò significa che possono leggere l’attività cerebrale e scrivere nuove informazioni per l’utente.
Lo studioso “Emondi”, ha ipotizzato che l’interfaccia potrebbe essere utilizzata per “aiutare un pilota a coordinare una flotta di droni con i suoi pensieri, o per controllare un robot dispiegato in remoto usando i segnali del motore dal suo cervello“.

Ha aggiunto che gli specialisti della sicurezza informatica potrebbero persino connettersi al sistema per monitorare le diverse parti di una rete di computer con i loro corpi fisici: a seconda di come è progettata l’interfaccia, lo specialista potrebbe “ascoltare” un attacco informatico quando si verifica o “percepirlo” nella parte del corpo che corrisponde a una sezione della rete, siccome la stimolazione di alcuni neuroni, crea sensazioni diverse nel corpo.

Il team impegnato nel progetto, deve ora decidere in che modo questi dispositivi trasmetteranno i segnali al cervello: la DARPA, richiede che il progetto soddisfi una serie di requisiti di sicurezza e salute, affrontando anche, ogni possibile “problema” di sicurezza informatica.

Emondi sottolinea che il progetto non è semplicemente  un nuovo modo di pilotare un aereo o di parlare con un computer, ma uno strumento per la formazione di un team uomo-macchina .

Il team  avrà quattro anni per creare un’interfaccia neuronale funzionale. DARPA ha rifiutato di commentare i livelli di finanziamento del progetto.

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