Il numero degli squali lungo la Grande Barriera Corallina è sceso del 92% in soli 50 anni

Le popolazioni di squali sono in costante calo in tutto il mondo da decenni. Sembra che ogni due settimane un nuovo scioccante rapporto sveli le terribili difficoltà di queste vulnerabili creature.

Questa volta è il turno del superpredatore della costa orientale australiana, i cui numeri sono precipitati in modo allarmante nell’ultimo mezzo secolo.

Un nuovo studio ha rivelato che il numero di specie iconiche come gli squali martello, gli squali tigre e i grandi bianchi che vivono nelle acque al largo della costa del Queensland sono diminuite del 92% in soli 50 anni.

I ricercatori dell’Università del Queensland (UQ) hanno utilizzato i dati di un programma di controllo degli squali, che è stato inizialmente attivato per ridurre al minimo le interazioni uomo-squalo nel 1962, e che ora si estende per 1.760 km e comprende la Grande barriera corallina.

Come sono stati raccolti i dati

Prima di questo non vi erano documenti ufficiali, quindi i ricercatori hanno utilizzato i dati di controllo degli squali per ricostruire i record storici dei numeri degli squali e delle catture di squali nell’ultimo mezzo secolo, per comprendere i cambiamenti che si sono verificati tra allora e oggi.

“Gli esploratori del diciannovesimo secolo una volta descrivevano le coste australiane come ‘zeppe di squali’, ma non abbiamo una chiara idea di quanti squali ci fossero sulle spiagge del Queensland”, ha detto in una dichiarazione il Dr George Roff dell’UQ, che ha guidato lo studio.

“Non conosceremo mai il numero esatto di squali nei nostri oceani più di mezzo secolo fa, ma i dati indicano cambiamenti radicali nei nostri ecosistemi costieri a partire dagli anni ’60”.

Il programma di controllo degli squali utilizza le esche “drumlines”, per abbattere le popolazioni locali, rendendo meno probabili gli incontri degli squali con gli umani. Secondo lo studio, pubblicato su Communications Biology, quasi 50.000 squali sono stati catturati da questo metodo.
Anche se la gamma di specie catturate è stata varia, l’identificazione delle specie nelle registrazioni è iniziata solo negli anni ’90, quindi i primi documenti li hanno raggruppati in cinque categorie: martello, squalo tigre, squalo bianco, squali balena ed “altro”.

“Quello che abbiamo scoperto è che i superpredatori, come teste di martello, tigri e squali bianchi, sono diminuiti del 74-92 per cento lungo la costa del Queensland”, ha detto il dott. Roff.

Non è tutto. I decenni di dati hanno rivelato un’altra tendenza, molto probabilmente il risultato di un minor numero di squali che raggiungono l’età riproduttiva.
Mentre le interazioni tra gli squali e gli umani non sono tra le più desiderabili, è lo squalo che di solito ne esce peggio. Circa 100 milioni di squali vengono uccisi ogni anno a livello mondiale dagli umani, mentre gli squali uccidono in media sei umani all’anno.

Tuttavia, i ricercatori hanno concluso che mentre il programma di controllo degli squali ha certamente contribuito alla diminuzione dei numeri, il probabile colpevole è la pesca commerciale, sia per colpa del mercato asiatico che per la pesca accidentale

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